| Era sempre deserta, a sera così inoltrata, la cattedrale gotica, se non per qualche ritardatario turista silenzioso. Kyla amava quel luogo, e vi si recava almeno una volta a settimana, qualche volta anche durante l’unica messa che vi si celebrava. Anmirava la forza di quei pochi umani che, nonostante le trasformazioni improvvise e radicali che aveva subito il loro mondo, ancora confidavano nella religione e nel Dio che, dicevano, tutti aveva creato. Pochissimi erano i popoli, che quando erano venuti a contatto con gli altri pianeti, ancora possedevano qualche credenza del genere e ancor meno l’avevano tenuta in vita. Ma gli umani.. non li avrebbe mai capiti del tutto, ne era convinta. Fragili ed immensi, capaci ancora di lottare per rimanere chiusi nel proprio pianeta, ancora capaci di difendere i loro ideali, contestabili, certo, ma perlomeno presenti. Sorrise, mentre percorreva tutta la cattedrale fino al centro, dove come di consuetudine si voltò verso una delle poche fonti di luce, il rosone sulla facciata. Una costruzione tanto immensa per contenere un dio, una speranza, un rifugio alla debolezza e alla paura.. lo sentiva, tutto questo. Quando camminava lì dentro anche lei si sentiva pronta ad affrontare la vita, come la chiesa sopravvissuta a secoli, millenni, grande e pronta ad accogliere i suoi fedeli. Si voltò, mentre ai suoi piedi la gonna di seta blu, che nascondeva gli stivaletti, scivolava sul marmo. Indossava una camicia bianca ed un semplice golfino del colore della gonna, che ora portava sulle spalle, con le maniche che circondavano il collo, e l’immancabile rosa blu, con cui le piaceva rappresentarsi fra i capelli, raccolti da un nastro bianco. Giunse quasi fino all’altare, si chinò leggermente e poi prese posto sull’inghinocchiatoio davanti alla sua vetrata preferita, dedicata alla Vergine. Respirò l’aria della cattedrale, antica e preziosa, e prese poi a ripercorrere i familiari particolari della scena. Sorrise, quel luogo le infondeva la placida serenità che la sua famiglia aveva sempre cercato, e per questo non poteva che risvegliare in lei un poca della malinconia di cui non sapeva liberarsi, ma nemmeno quel sentimento lì dentro faceva male, anzi: era proprio nella chiesa che andava a cercare tutte le persone che aveva amato, i loro scopi e significati, e solo lì poteva abbandonarsi dolcemente ai ricordi. But, what are you? Angels
Mary Malone's head rang. She'd been brought up as a Catholic. More than that-as Lyra had discovered, she had once been a nun. None of her faith was left to her now, but she knew about angels. St. Augustine had said, "Angel is the name of their office, not of their nature. If you seek the name of their nature, it is spirit; if you seek the name of their office, it is angel; from what they are, spirit, from what they do, angel." Dizzy, trembling, she typed again:
And Shadow matter is what we have called spirit? From what we are, Spirit; From what we do, Matter. Matter and Spirit are one.
She shivered. They'd been listening to her thoughts.
And did you intervene in human evolution? Yes.
Why? Vengeance.
Vengeance for-oh! Rebel angels! After the war in Heaven -Satan and the Garden of Eden- but it isn't true, is it? Is that what you Find the girl and the boy. Waste no more time.
But why? You must play the Serpent. L'immortalità è uno stato d'animo *Banners*
La mia seconda casa, mio vero rifugio: l'Immortal Theatre, luogo per chi, come me, nei suoi scritti ripone le illusioni più segrete.. |